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Dal 1 ottobre cambia il modo di calcolare gli affitti delle case popolari

Rivoluzione in vista per gli affitti delle case popolari: dal 1 ottobre, infatti, cambieranno le modalità di calcolo, sulla base della riforma voluta dalla Regione Emilia – Romagna.

Per questo, anche i sei Comuni dell'Unione Valle Savio si stanno attrezzando per recepire i nuovi criteri indicati dalla Regione, andando verso l'adozione di un nuovo Regolamento per l'individuazione dei parametri e dei criteri per la determinazione dei canoni di locazione negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

A darne notizia il Presidente dell'Unione Paolo Lucchi e il Vicepresidente Marco Baccini, che hanno inviato una comunicazione a tutti i consiglieri dell'Unione per illustrare il percorso seguito finora e anticipare i principali contenuti del provvedimento.

L'adozione del nuovo Regolamento rappresenta l'atto necessario per dare seguito alla riforma stabilita dalla Regione. In esso saranno recepite le novità introdotte dalla normativa regionale, prima fra tutte l'introduzione di un "canone oggettivo", che tiene conto di alcune caratteristiche degli immobili e della loro posizione e che consentirà di calcolare i canoni in modo più semplice, oggettivo ed omogeneo fra tutti i territori regionali. 

Ma, al tempo stesso, i Comuni hanno la possibilità, proprio attraverso il Regolamento, di rendere la riforma più aderente alla loro realtà (pur nel rispetto dei criteri e dei principi stabiliti) intervenendo su alcuni parametri, come il valore al metro quadro, il canone minimo, lo sconto da applicare sul canone oggettivo, ecc. 

Per quanto riguarda l'Unione Valle Savio, il nuovo Regolamento scaturisce dal lavoro svolto dal Tavolo territoriale di concertazione delle politiche abitative (partecipato da tutti i comuni cesenati e forlivesi). Riunitosi nel giugno scorso, il Tavolo ha prodotto una bozza di documento sulla metodologia da applicare per il calcolo dei canoni di locazione ERP.

Due i principi fondamentali che stanno alla base dell'impostazione del documento. In primo luogo, si riconosce che il canone di locazione ERP è composto da un elemento soggettivo, basato sul sistema delle fasce di reddito del nucleo famigliare, e da uno oggettivo che considera le caratteristiche dell'alloggio.

In secondo luogo, recependo le indicazioni del decreto della Giunta Regionale, sono identificate tre fasce di reddito: una fascia di Protezione con Isee fino a 7.500 euro, una fascia di Accesso con Isee da 7.500,01 a  17.154,00 euro; infine, una fascia di Permanenza con Isee da € 17.154,01 ad € 24.016,00.

Da aggiungere che l'indicazione regionale prevede che il territorio di ogni comune venga suddiviso in due ambiti, uno relativo alla zona urbana, l'altro comprendente la zona periurbana o frazionale. Nelle varie realtà comunali, al momento, non si dispone di una zonizzazione conforme a quanto previsto dalla deliberazione regionale, per questo si è ritenuto, in sede di prima applicazione, di ricomprendere nella "zona urbana" tutto l'edificato continuo e discontinuo del nucleo dei centri abitati del territorio dei singoli Comuni, anche avvalendosi degli strumenti urbanistici attualmente in vigore.

Nel dettaglio, per la fascia di Protezione è stabilito che in tutti i Comuni il rapporto tra canone oggettivo e valore Isee si attesti, in termini percentuali, al 20% (purchè non scenda sotto il canone minimo).

Per la seconda fascia, di Accesso, il canone di affitto viene calcolato applicando al canone oggettivo  uno sconto di entità diversa nei vari Comuni, partendo da un 25% di Bagno di Romagna fino a un 50% di Mercato e Montiano.

Infine, per la terza fascia (Permanenza) viene applicato il canone oggettivo  su cui è applicata la maggiorazione percentuale identificata dal Comune, che va dal 15% di Sarsina al 40% di Montiano.

Prendendo le mosse da questi parametri, vengono fornite anche alcune simulazioni di calcolo per i futuri canoni erp. Solo per limitarsi al caso di Cesena, il canone medio attuale della fascia di Protezione diminuirà, passando da 83,99 a 68,18 euro; per la seconda fascia (di Accesso), il canone medio passerà da 168,18 a 202,72, mentre la terza  fascia (di Permanenza), il canone passerà da 295,45 a 339,13 euro.

Nel rispetto del quadro normativo nuovo definito dalla Regione, le modifiche apportate tendono, dunque, a stabilire aumenti che si confermano in linea con quelli precedenti e, soprattutto, coerenti con la situazione economico-patrimoniale di ogni nucleo familiare coinvolto.

Nelle prossime settimane, ogni famiglia riceverà comunicazione puntuale relativa ai singoli aumenti cui sarà interessata.